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Bologna e Città metropolitana; dal 17 al 27 settembre

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Dal 17 al 27 settembre 2026 torna a Bologna e nella Città Metropolitana perAspera, festival di arti performative contemporanee, con la direzione e cura di Maria Donnoli ed Ennio Ruffolo.

Margine mobile è il titolo della diciannovesima edizione: una periferia che si allarga, uno spazio ai confini che occupa il centro, una zona liminale e temporanea i cui contorni appaiono, mutano, sfumano e ritornano. Un territorio inventato che si sposta di luogo in luogo, cambiando lingua e lasciando spazio anche all’imprevisto e all’imperfetto.

Come da vocazione del festival, arti e linguaggi differenti si incontrano e si contaminano: fotografia, teatro, danza, musica, performance, installazioni, incontri, attraversamenti e pratiche partecipative abitano luoghi della cultura, della cura, della memoria, del lavoro e della vita quotidiana. Gli spazi non sono semplici contenitori, ma parte attiva dei progetti, che si trasformano nel rapporto con i territori e con le comunità che li attraversano.

Il festival si apre il 17 settembre al Teatro Arena del Sole con Sarà una mostra importante. Corpi senza menzogna, una selezione di fotografie di Pippo Delbono a cura di Simone Azzoni e Francesca Marra / Grenze Arsenali Fotografici. Il giorno successivo perAspera entra all’Istituto Ortopedico Rizzoli con Dedicato di Francesco Alberici ed Ermelinda Nasuto, seguito dall’incontro Il corpo come spazio di esperienza con Nasuto e archiviozeta.

Il 19 settembre il festival torna per il secondo anno a Monte San Pietro, dove gruppo nanou presenta Paradiso [giardino] negli spazi esterni di Villa I Tigli, casa d’artista di Flavio Favelli. Il 20 settembre, al Museo del Patrimonio Industriale, Flavia Monceri conduce la quinta Queer Art Walk, rileggendo la storia del lavoro e della Fornace Galotti attraverso uno sguardo queer.

Il 21 settembre Filla, nel Parco della Montagnola, ospita A-333 Modular Assembly di Bologna Modulare e Clockwork Voltage: tre masterclass e tre live set con Wang Inc., Jaka Berger e Vinx Scorza, affiancati dall’installazione luminosa di Stefano Santoro ed Enrico Guerini.

Il 22 settembre, nella Sala del Pantheon del Cimitero Monumentale della Certosa, Enrico Malatesta presenta Meditazione senza oggetto, performance sonora site specific che entra in dialogo con Sala d’Attesa di Flavio Favelli.

Il 23 settembre, nel Chiostro del Museo Civico Medievale, Macellerie Pasolini porta in scena Zoo, esito del laboratorio L’arte che non può permettersi di rischiare, una riflessione collettiva sulle condizioni produttive dell’arte contemporanea e sul confine tra libertà creativa, precarietà e adattamento.

Il programma performativo si conclude il 24 settembre al Museo Lercaro con Sto a pezzi. Identità, volto, frammenti di Davide Calvaresi, progetto partecipativo nato da un laboratorio con le studentesse e gli studenti del Liceo Artistico Arcangeli, dedicato all’identità come spazio aperto di memoria, trasformazione e relazione.

La mostra fotografica di Pippo Delbono resterà visitabile fino al 27 settembre, accompagnando il festival fino alla conclusione della sua diciannovesima edizione.

perAspera 2026 attraversa Teatro Arena del Sole, Istituto Ortopedico Rizzoli, Villa I Tigli, Museo del Patrimonio Industriale, Filla, Cimitero Monumentale della Certosa, Museo Civico Medievale e Museo Lercaro.

Il Festival perAspera è realizzato con il contributo del Comune di Bologna | Settore Cultura e Creatività, della Regione Emilia-Romagna e della Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna, con il sostegno dell’Assessorato alle Pari Opportunità del Comune di Bologna - Patto generale di collaborazione per la promozione e la tutela dei diritti delle persone e della comunità LGBTQIA+, nell'ambito di Bologna Estate, il cartellone estivo promosso e coordinato dal Comune di Bologna e dalla Città metropolitana di Bologna - Territorio Turistico Bologna-Modena.

Vantaggi abbonat* Card Cultura:
5 posti riservati ai possessori di Card Cultura per ogni appuntamento (senza prenotazione, da liberare se non occupati a cinque minuti dall'inizio della performance).