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Piazza di Porta S. Donato, 1, Bologna

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L’8 marzo 1860 la cattedra unica di Scienze naturali dell’Ateneo bolognese venne suddivisa nelle tre cattedre di Mineralogia, Geologia e Zoologia e il 5 dicembre, il senese Prof. Luigi Bombicci Porta, all’età di 27 anni, fu nominato professore ordinario di Mineralogia.

Il 30 gennaio 1862 il Gabinetto di Storia Naturale dell’Istituto delle Scienze fu a sua volta diviso nelle sezioni di Mineralogia, Geologia e Zoologia e Bombicci assunse la direzione del Museo di Mineralogia nella sede di Palazzo Poggi.
All’inizio il Museo poté disporre di locali poco idonei per cui l’opera indefessa di Bombicci fu indirizzata da un lato all’incremento delle collezioni, dai circa novemila esemplari di minerali e rocce nel 1862 a circa quarantottomila esemplari nel 1901, dall’altro alla ricerca di spazi sempre più ampi.

L’attuale sede occupa il luminoso piano superiore dell’imponente nuovo edificio voluto da Bombicci per l’Istituto e Museo di Mineralogia e completato nel 1907, quattro anni dopo la sua morte.

L’esposizione occupa un'area di circa 850 mq ed è organizzata in collezioni di varia estensione ed importanza. La maggiore è la collezione Mineralogia sistematica che occupa il lato lungo via Irnerio, una collezione ricca e rappresentativa consistente in oltre tremila esemplari, contenuti in dieci grandi vetrine originali.
Segue la collezione delle pietre ornamentali “Sarti” impiegate nell’edilizia del Mondo Antico e del Rinascimento fino al 1876, anno della donazione, e completata da due vetrine, coeve, di Diaspri e Agate Siciliane attualmente quasi introvabili. Nell’insieme, con oltre mille campioni, è una delle collezioni di pietre ornamentali più importanti d’Italia.

Sul fronte di Piazza di Porta San Donato è collocata la collezione sistematica delle rocce ignee (plutoniche e vulcaniche), sedimentarie e metamorfiche con oltre novecento esemplari.
Nei pressi dell’entrata, lato via Zamboni, da segnalare sono anche la vetrina che conserva un rarissimo “pane di zolfo” prodotto dalla “Società delle miniere zulfuree di Romagna”, accanto a lampade da minatore, e la vetrina che espone alcuni campioni di gesso proveniente dalla grotta di Naica in Messico, dove sono stati rinvenuti i più grandi cristalli di gesso del mondo.

Il lato lungo via Zamboni inizia con la collezione mineralogico-petrografica del bolognese con oltre mille esemplari. La maggior parte di questo settore è occupato dalla Collezione mineralogica regionale italiana e, sul fondo, lato cortile interno, è esposta la bella collezione dei manufatti preistorici in ossidiana, selce e giada.


Vantaggi abbonati Card: Ingresso gratuito, attività speciali per gli abbonati

Orario invernale 1 settembre - 31 maggio:
Da martedì a venerdì: 9.00 - 13.00* 

Orario estivo:
Giugno | Da martedì a venerdì: 10.00 - 13.00*
Luglio | Da mercoledì a domenica: 9.00 - 13.00*
Agosto | Chiusa
*Ultimo accesso 30 minuti prima

Chiusure: 1° e 6 gennaio, Pasqua e Pasquetta, 25 aprile, 1° maggio, 2 giugno, mese di agosto, 4 ottobre, 1 novembre, 8, 24, 25 e 26 dicembre.

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